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Non è il New York Times

ntnyt

Sono passati 36 anni ieri da quella volta che George Plimpton, fondatore di Paris Review, s’inventò un falso New York Times — il Not The New York Times — che uscì durante il più lungo sciopero della stampa americana: ottantotto giorni consecutivi, dal 10 agosto al 4 novembre del 1978, durante i quali i giornali di New York non furono pubblicati.

Dopo due mesi e mezzo di sciopero, i newyorkesi trovarono inaspettatamente nelle edicole una specie di New York Times. Era il Not The New York Times, una parodia con notizie satiriche, false pubblicità e farseschi editoriali. Tra le notizie in prima pagina c’erano la descrizione di una nuova droga esotica (il cui nome «si pronuncia ko-kayne» e «viene generalmente assunta per via nasale»), un tedioso articolo di sette paragrafi scritto interamente in burocratese («Carter previene sforzi per disinnescare la politica di Discord») e la ricetta del pollo al curry dell’allora sindaco Koch. C’erano anche le previsioni del tempo: «Per lo più oggi presente, e lo sarà ancora domani».

La parodia, si scoprì, era frutto del fondatore di Paris Review George Plimpton e di una manciata di suoi amici, tra cui Christopher Cerf, Tony Hendra e Rusty Unger. Tra gli arruolati come ‘giornalista’ c’erano anche il giornalista Carl Bernstein, la regista e scrittrice Nora Ephron e lo scrittore Terry Southern, anche se nessuno di questi fu schietto circa il suo contributo.

Nel 2008 il vero New York Times pubblicò un articolo in cui si complimentava per la genialità della parodia. Che includeva anche un falso scoop riguardante il Vaticano. Nell’agosto di quell’anno, infatti, era morto Papa Paolo VI e il suo successore, Giovanni Paolo I, morì dopo soli 33 giorni di papato.

La notizia principale del Not The New York Times riportava che anche il successore di Giovanni Paolo I — Giovanni Paolo Giovanni Paolo [sic!], già arcivescovo di Liverpool — era morto, a soli 18 minuti dalla sua nomina:

Il Papa è morto ancora; il suo regno è stato il più breve di sempre. I cardinali fanno ritorno dall’aeroporto.

Avendo già nominato due papi quell’estate, riportava l’articolo, molti dei cardinali non ne potevano più dei loro alloggi in Vaticano e cosi «si dissero favorevoli a nominare il successore di Giovanni Paolo Giovanni Paolo in teleconferenza».

Riviste patinate, una definizione.

Su cosa sia una rivista di carta (patinata) secondo Jake Silverstein, appena nominato direttore del New York Times Magazine:

It’s the unique combination of timeliness and timelessness. Magazines have to be relevant and informative to the moment in which they’re introduced; but when they’re working really well, they’re also able to stay relevant long after the sell-by date. The stories don’t just inform, they illuminate, delight, transcend. Few other media have that particular combination of perishability and permanence, and it can be a thing of real beauty.

E ancora:

I want every issue of the magazine to be memorable, something to savor, and high quality writing, whether it’s long or short, is the best way to do that. The magazine should strive to publish the literature of fact. But this doesn’t mean that we won’t be doing investigative reporting, political reporting, stories about criminal justice, the environment, and stories that make or break news as well.