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Multe finlandesi.

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Un articolo di Joe Pinsker sull’Atlantic spiega come vengono calcolate le multe agli automobilisti in Finlandia, dopo il recente caso della multa record di 54 mila euro data a Reimi Kuisla, un uomo d’affari che è stato pizzicato ad andare a 103 Kmh su una strada il cui limite è di 80:

Il sistema di calcolo delle multe adottato in Finlandia è relativamente semplice. Fatta una stima della cifra di soldi che un finlandese ha a disposizione da spendere, viene divisa per due e il risultato è considerato una cifra ragionevole da sottrarre alla persona multata. In seguito, sulla base dell’intensità del crimine commesso, il sistema ha regole che calcolano il numero dei giorni che il trasgressore deve trascorrere senza quella cifra a disposizione. Per esempio, andare a 15 miglia orarie oltre il limite di velocità corrisponde a 12 giorni, mentre superare il limite di 25 miglia equivale a 22 giorni (ma viene fissato un limite massimo di 120 giorni).

Lo spirito di questa punizione dal vago retrogusto di ‘giustizia sociale’ mascherata da semplice ‘equità’, spiega Pinsker che sono da ricercarsi nella famosa domanda retorica che Montesquieu si poneva nel suo Spirito delle leggi (1748): «Le pene pecuniarie non possono essere proporzionate agli averi?»:

Il popolo finlandese sta con Montesquieu. Quattro finlandesi su cinque hanno ammesso di credere nelle multe basate sul numero di giorni anziché su quelle a cifra fissa, in un sondaggio condotto più di dieci anni fa, quando il sistema fu riformato per l’ultima volta (Prima del 1999, spettava al trasgressore dichiarare il suo reddito alla polizia. Da quando è stato istituito un database, gli introiti delle mute sono aumentati del 30 percento).