Ottobre 27, 2014

Le virtù della Settimana Enigmistica

In un vecchio articolo pubblicato sul Venerdì di Repubblica, e ripreso dal Foglio rosa [27.10.2014, p. II] Marco Cicala racconta di una sua visita alla redazione de La Settimana Enigmistica e dell’incontro con il suo vice-direttore Alessandro Bartezzaghi, concludendo che il popolare settimanale enigmistico

è un paradiso tolemaico, rassicurante, protettivo, permeabile al nuovo solo in dosi contenute e con estrema calma. Un posto dalle regole chiare, dove nessuno bara al gioco. Universo ordinato, chiamatelo pure piccolo-borghese, dove le segretarie battono ancora a macchina e i naufraghi si ritrovano sempre su uno scoglio mono-palma; dove i ladri girano con piede di porco e mascherina; le mogli si lamentano dei mariti panciuti davanti alla tv e sulla spiaggia i mariti ritirano la pancia vedendo passare una bella ragazza in bikini. A chi accusava i cruciverba di essere uno strumento di repressione, conservatorismo, cieca obbedienza alle convenzioni vigenti l’enigmista Giampaolo Dossena replicava: «Sono favorevole al nozionismo delle parole incrociate, perché la base della cultura è la passione per le nozioni inutili». Magari è anche per questo che facciamo i cruciverba un po’ alla chetichella. Perché ci secca di essere colti in flagrante delitto di inutilità. La beata solitudo del solutore.

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